Nel settore della sicurezza operativa, il concetto di GAP (Giubbotto Antiproiettile) sta attraversando una significativa evoluzione. Le esigenze degli operatori moderni non si limitano più alla sola protezione balistica, ma richiedono dispositivi capaci di garantire sicurezza contro minacce diversificate, elevata mobilità e possibilità di adattamento ai differenti contesti operativi.
Accanto ai tradizionali requisiti di protezione, assumono oggi crescente importanza anche gli aspetti legati alla visibilità dell’operatore durante i servizi svolti in condizioni di scarsa illuminazione, nelle attività di polizia stradale o nei contesti caratterizzati da elevati rischi interferenziali con il traffico veicolare. In tale ambito, la disponibilità di cover ad alta visibilità intercambiabili consente di adattare rapidamente il sistema alle specifiche esigenze di servizio, incrementando la sicurezza dell’operatore senza rinunciare ai livelli di protezione richiesti.
Partendo da queste considerazioni, il Team IPTS ha avuto l’opportunità di testare il sistema Proteq Bodygear nel corso di attività formative e addestrative svolte presso diversi Comandi di Polizia Locale. L’obiettivo era verificare sul campo la coerenza tecnica del sistema rispetto alle reali esigenze operative degli operatori europei.
Oltre il tradizionale giubbotto antiproiettile
La prima caratteristica emersa durante le prove riguarda la filosofia stessa del sistema. Proteq Bodygear non nasce come un semplice GAP, ma come una piattaforma modulare di protezione configurabile in funzione delle diverse esigenze operative. Il sistema comprende soluzioni balistiche certificate VPAM, protezioni antipugnalata, sistemi antiperforazione certificati secondo lo standard NIJ 0115.00 e configurazioni integrate capaci di offrire protezione simultanea contro armi da fuoco, lame e strumenti perforanti.
Tutte le configurazioni risultano compatibili con i diversi carrier della gamma e consentono una personalizzazione particolarmente avanzata, permettendo all’operatore o al reparto di modulare il livello di protezione in base al profilo di rischio e al tipo di servizio svolto.
La certificazione VPAM
Uno degli aspetti più interessanti emersi durante l’analisi riguarda la certificazione VPAM adottata dal sistema. Si tratta di uno standard tecnico europeo particolarmente rigoroso, sviluppato per valutare le prestazioni dei sistemi di protezione balistica rispetto alle minacce realisticamente presenti nel contesto continentale. L’approccio VPAM pone particolare attenzione non soltanto alle prestazioni balistiche, ma anche alla qualità costruttiva, alla stabilità del pacchetto protettivo e all’affidabilità del sistema nelle condizioni operative reali. Per gli operatori delle forze di polizia si tratta di un riferimento importante, poiché orientato a scenari maggiormente aderenti alle minacce riscontrabili sul territorio europeo.
Protezione combinata: un aspetto spesso sottovalutato
Durante le attività formative emerge frequentemente un equivoco: una protezione balistica non garantisce automaticamente una protezione efficace contro coltelli o strumenti perforanti. La resistenza ai proiettili, alle lame e ai punteruoli richiede infatti tecnologie e certificazioni differenti. Per questo motivo il Team IPTS ha ritenuto particolarmente interessante la possibilità offerta da Proteq Bodygear di integrare all’interno della stessa piattaforma protezione balistica certificata VPAM, protezione antipugnalata e protezione antiperforazione certificata NIJ 0115.00. Una soluzione che risponde in maniera concreta alle esigenze degli operatori impegnati nei servizi di controllo del territorio, dove le aggressioni mediante arma bianca rappresentano una minaccia sempre più frequente.
Flessibilità e mobilità operativa
L’aspetto che ha maggiormente colpito il Team IPTS durante le prove pratiche è stato probabilmente il livello di flessibilità strutturale del sistema. Le attività di test hanno incluso tecniche operative di controllo, impiego dell’arma di servizio, movimentazioni dinamiche e lavoro a terra. In tali condizioni il sistema ha dimostrato una notevole capacità di seguire i movimenti naturali del corpo, evitando la rigidità che spesso caratterizza alcuni dispositivi di protezione tradizionali. La protezione si adatta efficacemente alla conformazione dell’operatore, consentendo di mantenere una buona libertà di movimento anche durante attività particolarmente dinamiche.
Modularità, personalizzazione e disponibilità sul MEPA
Un ulteriore elemento apprezzato durante i test riguarda la versatilità della piattaforma. La possibilità di utilizzare differenti cover operative, comprese quelle ad alta visibilità destinate ai servizi esterni e alla polizia stradale, consente di adattare rapidamente il GAP alle esigenze del servizio mantenendo invariato il pacchetto protettivo. Si tratta di una soluzione che permette di coniugare protezione, riconoscibilità e funzionalità operativa, particolarmente utile per gli operatori chiamati a svolgere attività molto diverse tra loro nel corso della stessa giornata lavorativa.
Un ulteriore elemento di interesse per le Amministrazioni riguarda la disponibilità dell’intera gamma Proteq Bodygear sul Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione (MEPA), consentendo agli Enti di procedere all’acquisto attraverso gli strumenti previsti dalla normativa vigente. La modularità della piattaforma permette inoltre di sviluppare configurazioni e offerte personalizzate in funzione delle specifiche esigenze operative dei richiedenti, adattando livelli di protezione, tipologia di carrier, cover operative e accessori alle caratteristiche del servizio da svolgere.
Ergonomia dedicata anche al personale femminile
Merita infine una menzione la disponibilità di una versione anatomica dedicata al personale femminile. Non si tratta semplicemente di una riduzione delle dimensioni del modello standard, ma di una conformazione sviluppata per garantire una migliore distribuzione del peso, maggiore stabilità e comfort operativo durante l’utilizzo prolungato. Le attività di test svolte dal Team IPTS hanno evidenziato come Proteq Bodygear rappresenti un’evoluzione del tradizionale concetto di GAP, grazie alla combinazione di modularità, protezione multilivello, certificazione VPAM e adattabilità ai diversi contesti operativi. La possibilità di configurare il sistema in funzione delle specifiche esigenze di servizio, mantenendo elevati standard di sicurezza e libertà di movimento, costituisce l’elemento che maggiormente caratterizza questa piattaforma rispetto alle soluzioni più tradizionali.
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